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Le possibilità del leasing

Dalla nautica la crescita del leasing nel Sud

Lo sviluppo dei porti delle regioni meridionali è uno dei driver di crescita previsti dal Piano Sud 2030 che punta a mettere a frutto le potenzialità del territorio

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25 Febbraio 2020

Ad aprile, per la precisione il 28 e 29, torna il Salone del leasing e del noleggio, che con l’edizione di Lease 2020 spegne la terza candelina.

La presentazione dell’evento è stata l’occasione per un punto della situazione sul mercato del leasing oggi in Italia: nonostante un lieve rallentamento nel 2019 dovuto principalmente al settore auto, a partire da settembre il settore si conferma in ripresa (+9% nell’ultimo quadrimestre) con oltre 700mila contratti e più di 28 miliardi di euro di stipulato.

A livello macro-regionale si registra una importante crescita del leasing nel Sud, con un incremento del +8,9% in numero e +12,7% in valore.

In particolare, la ripresa parte dal settore nautico, comparto in cui il leasing è uno strumento da sempre utilizzato: nel 2019 sono stati stipulati contratti per quasi mezzo miliardo di euro, con una crescita del 29,3% rispetto all’anno precedente. E le regioni meridionali si stanno rivelando un importante driver nel settore, con un’alta concentrazione del numero di contratti di leasing nautica da diporto (pari al 37%).

D’altronde il nostro Mezzogiorno è caratterizzato da un territorio con enormi potenzialità, che se ben sfruttate potrebbero incrementare ulteriormente l’industria nautica e tutto l’indotto ad essa legato.

E proprio al Sud e Isole, ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, sono dedicate alcune manovre del governo, in ottica di crescita e sviluppo delle imprese: dal fondo Cresci al Sud, istituito dalla Legge di Bilancio 2020 per dare sostegno alle PMI con sede legale e attività produttiva in queste regioni, al potenziamento della legge Sabatini, per cui la maggiorazione del contributo statale per gli investimenti 4.0 sale dal 30 al 100%, per citarne alcune.

Infine, il recentissimo ‘Piano Sud 2030’, presentato lo scorso 14 febbraio, che, tra le cinque azioni di sviluppo tra infrastrutture, innovazione, ambiente, giovani e lavoro, vede come strategico l’investimento nei porti del Sud, per supportare l’internazionalizzazione attraverso gli investimenti sulla logistica marittima e il sostegno al sistema portuale.

Nel prossimo decennio i porti italiani si troveranno ad affrontare uno scenario sempre più competitivo, in cui prosegue la crescita delle dimensioni medie delle navi, generando rischi e opportunità per il ciclo dell’industria navale, settore strategico per l’Italia e per il Mezzogiorno in particolare.

Un settore in fermento quindi, dove l’eccellenza ha ancora ampi margini di crescita e sviluppo.

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