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Lockdown, liquidità e tecnologia per ripartire

Data di pubblicazione:
20 Aprile 2020

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La spinta al cambiamento delle aziende che hanno visto ridursi produzione e entrate a causa della chiusura prolungata da Covid-19: quale ruolo può avere il leasing in tutto questo

Le misure di contenimento del coronavirus, il lockdown prorogato almeno fino al 3 maggio, la chiusura delle imprese e degli esercizi commerciali da più di un mese, il calo dei clienti e dei consumi stanno imponendo alle aziende di ogni dimensione - e continuerà a farlo ancora per diverso tempo - riflessioni ad ampio raggio, dal breve termine al medio-lungo periodo.

Nel breve, innanzi tutto: oggi, la prossima settimana, tra un mese sarà necessario adottare misure per tamponare un’esigenza sempre più stringente di liquidità.

E nel medio-lungo periodo, quando gradualmente verranno allentate le maglie del contenimento, dovremo affrontare un periodo di transizione, in cui alcune aziende e attività produttive e commerciali rialzeranno le saracinesche, ma i clienti, i consumatori, non saranno più quelli di prima.

Per un tempo ancora potenzialmente lungo (a oggi è inimmaginabile fare previsioni realistiche) lo scenario sarà ancora incerto, tutto da costruire.

Le aziende – di ogni livello e tipologia – dovranno domandarsi come muteranno scelte e abitudini di clienti e stakeholder, e ripensare nuovi paradigmi per adeguarsi al cambiamento.

Sicuramente la tecnologia assumerà un peso ancora più determinante, anche per quelle realtà che fino a ieri impostavano le proprie attività su base ‘non digitale’. Sarà richiesta una sempre maggiore capacità di innovare e di innovarsi, una grande capacità di adattamento e una spinta al cambiamento.

Pensiamo, ad esempio, ai ristoranti che, chiusi al pubblico, hanno dovuto cambiare il proprio modello di business e attivare servizi delivery (pena la chiusura totale), o alle aziende che a tempo di record hanno riconvertito la propria produzione per la creazione di mascherine, bene primario in questo momento di emergenza sanitaria.

Ma anche a tutte quelle società – grandi, medie e anche piccole - che forniscono ‘beni immateriali’, dalla consulenza ai servizi alle imprese.

Sarà richiesto un cambio di paradigma. Chi saprà adattarsi e rispondere alle nuove esigenze di un mercato necessariamente diverso, ne trarrà benefici.

Sicuramente saranno da mettere in conto nuovi software e piattaforme tecnologiche, probabilmente nuovi computer, sicuramente investimenti in formazione sull’uso delle nuove tecnologie e, per molti, investimenti in macchinari più performanti e in nuovi mezzi di trasporto.

Ma come? La liquidità è sicuramente un nodo cruciale, il più critico da gestire, già nell’immediato. Le aziende sono in sofferenza, e le recenti misure approntate dal governo, dal decreto Cura Italia al decreto liquidità offrono una boccata di ossigeno con sostegni finanziari, garanzie sui prestiti e sospensione di alcune ritenute e contributi.

Anche il leasing sia finanziario che operativo viene in aiuto alle imprese: è possibile garantirsi l’utilizzo di un bene e di alcuni servizi ad esso connessi a fronte del pagamento periodico di un canone commisurato alle proprie disponibilità ed esigenze.

Il tutto salvaguardando la liquidità dell’azienda, perché permette di eliminare gravosi sborsi iniziali e di usufruire dei benefici fiscali derivante dalle misure di deducibilità della locazione.

Usufruire di un bene con la formula del leasing operativo, poi, diventa più vantaggioso che acquistarlo, sia perché consente di utilizzarlo solo per il periodo realmente necessario, sia perché al termine del contratto è possibile sostituirlo con versioni più moderne e avanzate, offrendo quindi la garanzia di un continuo rinnovo tecnologico.

E in un momento di difficoltà come questo, dove innovarsi può realmente fare la differenza, questi vantaggi possono davvero assicurare una svolta concreta.

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