Albaville

Il luogo dove potete trovare esempi di business e informazioni sul prodotto leasing

Seleziona categoria
Le possibilità del leasing

Un caffè a regola d'arte

CAFFÈ FILIPPINI

L’imprenditore Roberto Amadei apre ancora un locale storico nel cuore di Verona: la nuova sfida dopo 40 anni di esperienza nel settore della ristorazione

    L'imprenditore Roberto Amadei, titolare di tre locali storici in centro a Verona
  • 20170911104510-amadei_pp2.jpg
    L'imprenditore Roberto Amadei, titolare di tre locali storici in centro a Verona
  • L'interno del nuovo Caffe' Filippini con gli allestimenti finanziati da Alba Leasing
  • 20170911103944-filippini.jpg
    L'interno del nuovo Caffe' Filippini con gli allestimenti finanziati da Alba Leasing
  • Il Caffe' Filippini in piazza delle Erbe a Verona
  • 20170911104615-filippini3.jpg
    Il Caffe' Filippini in piazza delle Erbe a Verona
  • La sala interna del Caffe' Brasserie Filippini, anch'esso in piazza delle Erbe
  • 20170911104628-filippini4.jpg
    La sala interna del Caffe' Brasserie Filippini, anch'esso in piazza delle Erbe
  • Piazza delle Erbe e la facciata delle Case Mazzanti con gli affreschi del '500
  • 20170911104642-filippini5.jpg
    Piazza delle Erbe e la facciata delle Case Mazzanti con gli affreschi del '500
  • I tavoli all'esterno del Caffe' Filippini, all'ombra delle nobili Case Mazzanti
  • 20170911104656-filippini7.jpg
    I tavoli all'esterno del Caffe' Filippini, all'ombra delle nobili Case Mazzanti
  • Roberto Amadei nel soppalco con la ringhiera settecentesca
  • 20170911104710-filippini8.jpg
    Roberto Amadei nel soppalco con la ringhiera settecentesca

Da cameriere a imprenditore affermato, la carriera di Roberto Amadei è la dimostrazione che forza di volontà e passione possono trasformare i sogni in risultati straordinari.

Tre caffè-ristoranti nel cuore di Verona, e una cinquantina di dipendenti in forza nei momenti di massima stagionalità, sono lì a testimoniare il fortunato cammino del ristoratore, trentino di nascita ma veronese per scelta, che ha un debole per i locali storici.

Ha cominciato una trentina di anni fa con il mitico Caffè Brasserie Filippini, in piazza delle Erbe, da sempre centro degli affari e della vita culturale della città scaligera. Cinque anni fa, l’innamoramento per l’antico Ristorante Caffè Vittorio Emanuele, in piazza Bra, proprio di fronte alla gloriosa Arena di Verona, l’anfiteatro romano meglio conservato al mondo. E, novità del momento, l’apertura di un nuovo caffè, anch’esso battezzato Filippini, ancora in piazza delle Erbe sotto i portici delle nobili Case Mazzanti, note a tutti - veronesi e turisti - per i meravigliosi affreschi cinquecenteschi della facciata.

Per il nuovo Caffè Filippini Roberto Amadei si è avvalso dei migliori partner, dal maestro falegname Luigi Gaziero all’architetto Mario Santini, fino ovviamente ad Alba Leasing che ha curato la parte finanziaria dell’operazione.

“Al di là dell’aspetto imprenditoriale, tutti insieme siamo riusciti a valorizzare ancora di più una location di elevatissimo pregio storico-artistico. Dai lavori di ristrutturazione, per esempio, è emersa una ringhiera del ‘700 che era rimasta nascosta per decenni da un controsoffitto: noi l’abbiamo restaurata e riportata all’antico utilizzo creando una balconata di sicuro effetto. Siamo riusciti in un lavoro eccezionale anche per i nuovi allestimenti: grazie ai migliori artigiani e professionisti abbiamo realizzato un autentico gioiellino, bello e soprattutto molto funzionale. Il nuovo Caffè Filippini ha tutto per essere il bar dei sogni per il sottoscritto e, soprattutto, per chi lo frequenta”.

Come si diventa imprenditori nel settore della ristorazione?

“La prima cosa è imparare il mestiere e io vengo dalla gavetta, da quella più dura di cameriere, qualche esperienza all’estero, una in particolare in Germania”.

Quando il salto da dipendente a imprenditore?

“Dopo il militare, ho preso un piccolo bar a Verona. Il passo decisivo l’ho compiuto qualche anno più tardi – nell’81 - con l’acquisizione del Caffè Filippini, un locale storico già ben affermato, in una delle posizioni di maggior pregio di Verona”.

Una sfida più facile a dirsi che a farsi.

“Tutti sono convinti che gestire un locale sia una passeggiata. Ma non è affatto così, occorre conoscere bene il mestiere e le sue problematiche. Competenza ed esperienza sono fondamentali, ma ci vogliono anche grande perseveranza ed energia: questo è un lavoro che ti impegna per 14-15 ore al giorno, praticamente tutti i giorni. Con tre locali siamo sempre aperti, dalle 7 della mattina alle 4 della mattina successiva, senza un attimo di riposo. Sei sempre in prima linea, e mai un attimo da solo”.

Il suo è anche un lavoro da PR, si può dire così?

“Per fare questa attività deve piacere il contatto con le persone. Non ci sono solo i clienti, è importante instaurare un legame con tutti: dipendenti, fornitori, e così via”.

Quale è il valore più importante per lei come imprenditore?

“La fiducia degli altri. Te la devi conquistare giorno dopo giorno, rispettando le scadenze e gli impegni presi. Io ho sempre portato a termine felicemente i progetti imprenditoriali che mi sono prefissato. Avendo seminato bene, nei momenti importanti ho avuto chi ha creduto in me come quando ho rilevato il Ristorante Caffè Vittorio Emanuele. Molti mi dicevano che ero un pazzo a voler rilevare, e rilanciare, uno dei più importanti ristoranti di Verona. Ma nel commercio, si sa, ci vuole anche un po’ di pazzia. Sapevo che ci sarebbero stati dei problemi, però sapevo anche di poterli superare con la mia esperienza nel settore”.

Per il ristorante Vittorio Emanuele ha puntato sulla continuità o sull'innovazione?

“Qui in piazza Bra ho voluto portare lo stesso concept di piazza delle Erbe, che era anche come riportare il locale alle proprie origini. Il Vittorio Emanuele nasce come caffetteria, poi è diventato ristorante: a questa doppia identità io credo profondamente, ho costruito la mia fortuna con questa formula e così ho voluto fare anche qui creando la stessa combinazione di caffè, ristorante e piano bar in inverno”.

Come è essere vicini di "casa" di uno dei monumenti più noti al mondo, l'Arena di Verona?

"L'Arena è un simbolo dell'Italia ma è anche un teatro molto attivo e frequentato. Abbiamo una clientela molto variegata ed esigente, tra cui c’è appunto anche il pubblico dell’Arena che - oltre ad essere colto e preparato - è affezionato al Vittorio Emanuele: già adesso raccogliamo le prenotazioni dei tavoli per gli spettacoli in programma il prossimo anno".

Quale è la cosa di cui va più orgoglioso della sua carriera?

“La stima che sono riuscito a creare nelle persone: studenti di medicina e giurisprudenza che avevo come clienti agli inizi, nel Bar Sole, adesso sono primari di ospedale e avvocati ma hanno continuato a seguirmi e a frequentare i miei locali”.

Che cosa cerca il cliente di un locale?

“Sono due le cose importanti. In un caffè o in un ristorante il cliente deve sentirsi come a casa sua ed essere ben servito. La maggiore soddisfazione per me è quando il cliente mi fa i complimenti sulla qualità e il servizio”.

Adesso questo nuovo locale, significa che non si sente ancora appagato?

“Per me non c’è un punto di arrivo, sei sempre nella mischia”.

11 Settembre 2017